Viste fotorealistiche degli ambienti
Una o più inquadrature per stanza, dai punti da cui si entra davvero. Materiali, finiture e arredi sono quelli del capitolato, non generici da libreria.
Ricostruiamo il progetto in tre dimensioni con i materiali veri, le finiture scelte insieme in showroom e la luce che entra davvero da quelle finestre, a quell'ora, in quel mese.
La domanda che sentiamo più spesso è «ma questo rovere non sarà troppo scuro?». Il render risponde prima che il mobile entri in produzione, quando cambiare idea non costa nulla.
Serve anche a mettere d'accordo due persone che hanno in testa due case diverse: guardare la stessa immagine accorcia discussioni che altrimenti durano settimane.
Una o più inquadrature per stanza, dai punti da cui si entra davvero. Materiali, finiture e arredi sono quelli del capitolato, non generici da libreria.
Luce naturale calcolata su orientamento, stagione e ora; luce artificiale con gli apparecchi effettivamente previsti. È il modo più onesto per giudicare un colore.
La stessa vista in due o tre combinazioni di materiali, da confrontare fianco a fianco invece che a memoria.
Zoom sui nodi critici: l'incontro tra due materiali, un profilo, una maniglia, il gioco d'ombra di una nicchia illuminata.
Immagini in alta risoluzione da girare all'impresa, all'architetto o semplicemente da guardare con calma a casa.
Misuriamo lo spazio reale e lo ricostruiamo in 3D con le sue proporzioni, le altezze vere e le aperture al posto giusto.
Inseriamo i pezzi del progetto con le finiture selezionate insieme in showroom.
Impostiamo luce naturale e artificiale, poi lasciamo calcolare l'immagine.
Guardiamo insieme il risultato e correggiamo. Le modifiche fanno parte del lavoro: è esattamente il momento in cui conviene farle.